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“La strada non presa”: il nuovo viaggio della fantasia

La strada non presa è una poesia di Robert Frost tra le più famose della letteratura statunitense. Sembra parlare del coraggio di chi sceglie di andare controcorrente per seguire la propria strada e le proprie idee, ma nasce in realtà per motivi molto diversi.

Qualunque sia stata la sua vera ispirazione, oggi è riconosciuta come un appello all’intraprendenza e all’originalità. Due qualità che ritengo molto importanti per stimolare la capacità creativa della fantasia.


Il testo di The Road Not Taken


Prima di iniziare, vediamo insieme la traduzione di The Road Not Taken, il titolo originale dell’opera, presa dal blog La sottile linea d’ombra:


Due strade divergevano in un bosco ingiallito,

e dispiaciuto di non poterle entrambe percorrere

restando un unico viaggiatore, a lungo ho sostato

e ne ho osservata una, giù, più lontano che potevo

fino a dove curvava nel sottobosco;


poi ho preso l’altra, ché andava altrettanto bene

e vantava forse migliori ragioni,

perché era erbosa e meno calpestata;

sebbene, in realtà, l’andirivieni

le avesse più o meno ugualmente consumate

e entrambe si distendessero quel mattino

tra foglie che nessuna orma aveva annerite.

Oh, ho tenuto la prima per un’altra giornata!

Eppure, sapendo come strada porta a strada,

dubitavo che mai ci sarei tornato.

Con un sospiro mi capiterà di poterlo raccontare

chissà dove tra molti e molti anni a venire:

due strade divergevano in un bosco, e io—

io ho preso quella meno battuta,

e da qui tutta la differenza è venuta.


Frost ha pubblicato La strada non presa nel 1916 nella raccolta Mountain Interval. Negli Stati Uniti è ancora oggi una delle poesie più note e apprezzate, citata migliaia di volte nei contesti più disparati, dai discorsi dei politici alle frasi motivazionali sui social network. Una poesia bellissima, senza dubbio, ma fa sorridere pensare che la sua celebrità sia dovuta a un’interpretazione sbagliata del testo.

L’interpretazione di La strada non presa

In La strada non presa Robert Frost sembra fare un elogio delle decisioni autonome, del coraggio di distinguersi e di prendere i sentieri all’apparenza più difficili e meno frequentati. Una lettura bellissima, nobile e alta.


Pare, però, che il poeta avesse scritto il testo semplicemente per prendere in giro un suo caro amico, il poeta britannico Edward Thomas.

Tra il 1912 e il 1915 Frost e Thomas trascorsero molto tempo insieme nel Regno Unito dedicandosi a lunghe passeggiate nei boschi. In queste escursioni, lo scrittore inglese era sempre indeciso su quale sentiero prendere, suscitando l’ilarità dell’amico. Quando Frost tornò negli Stati Uniti, nel 1915, inviò a Thomas una bozza di quella che poi sarebbe diventata La strada non presa, come ironico ricordo delle loro scampagnate.

L’ispirazione arriva dagli elementi più imprevedibili

A più di un secolo di distanza siamo ancora qui ad attribuire un significato a una poesia di Robert Frost nata come presa in giro di un caro amico e diventata poi tutt’altro con il passare del tempo. L’ispirazione non cambia la qualità del brano: The Road Not Taken è un bellissimo elogio del coraggio di essere se stessi in ogni situazione e un invito a prendere le proprie decisioni senza paura.


È bello vedere come le menti geniali trovino le idee per i propri capolavori negli elementi più insospettabili. In una forma allo stesso simile e diversa da i celebri orologi molli di Salvador Dalí, nati osservando un pezzo di formaggio, Frost ha saputo cogliere un dettaglio come una semplice indecisione ed elevarla nel suo opposto, fino a diventare un inno alla libertà di scelta.

Ma qual è il motore che fa volare così veloce la mente da fare collegamenti laddove non ci sono? Semplice: è la fantasia.

L’importanza della fantasia per scegliere la strada non presa

Uno sguardo creativo sul mondo ci allena a vedere le cose in un modo diverso. La strada meno battuta anziché apparirci più scomoda, o addirittura pericolosa, ci sembrerà un percorso ricco di opportunità non ancora scoperte.

Immagina di partire per un viaggio in macchina. Ormai abbiamo l’abitudine di impostare la destinazione sul navigatore e seguire l’itinerario consigliato. Si tratta quasi sempre della via più rapida, su autostrade, superstrade e simili. Ma che succede se decidi di spegnere il navigatore e avventurarti in un tragitto secondario, che ti porta attraverso stradine di campagna, in panorami più vari e inaspettati? Puoi scoprire nuovi mondi e ritrovarti in avventure sorprendenti.


È come seguire Robert Frost lungo la strada meno battuta, quella che gli altri ignorano per abitudine o pigrizia, o perché non sanno più vedere il mondo con gli occhi liberi di un bambino.

Uno sguardo diverso sui dettagli del mondo

La capacità di interpretare liberamente le cose che ci circondano è un argomento a cui tengo molto. Siamo troppo abituati a pensare che la nostra creatività si esaurisca con l’infanzia e che la fantasia sia riservata ai pochi adulti che fanno lavori “creativi” o artistici. In verità, non dovremmo smettere mai di guardarci intorno per leggere i dettagli del mondo in modo inedito.

Quando cresciamo arriviamo al paradosso di sapere troppe cose e di lasciare di conseguenza che i nostri sensi si muovano lungo binari sicuri. Il grande Bruno Munari diceva che i bambini, in verità, non hanno fantasia: semplicemente applicano le cose che sanno alle cose che non sanno. Se dai a un bambino una palla grande e una piccola ti dirà che sono rispettivamente mamma e figlio, perché dal suo punto di vista è normale che una figura più grande si prenda cura della piccola.

Lungi da me dire che Munari è in torto, ma la fantasia è proprio questo: riuscire a vedere le cose nella loro semplice essenza, perché le cose inaspettate si nascondono nei momenti più quotidiani, come un amico indeciso a un bivio, o un pezzo di formaggio che si fonde al sole.

La strada (non presa) della Fantasiologia su Patreon

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